EMERGENZA CORONAVIRUS COVID 19 E GLI STUDI ODONTOIATRICI


La nuova Pandemia del Covid 19, ha portato tutti gli operatori Sanitari in prima linea a combattere questa emergenza. Purtroppo come tante altre calamità naturali, o prodotte dall’uomo, tipo: la radioattività, le sostanze chimiche, e batteriologiche, le comunità scientifiche e le protezioni civili non sono preparate al 100%, ma a un 60%. Questo non perchè la Sanità, i ricercatori Universitari e le industrie farmaceutiche di ricerca, le unità di pronto intervento come i Pompieri e la protezione Civile ITALIANA e Europee in genere non sono preparate. Anzi L’ITALIA è una delle tante eccellenze nel Mondo sulla risposta e soccorso per un disastro NBC (Nucleare,Batteriologico,Chimico) che viene sempre studiato e simulato anche dall’Esercito.

La domanda principale è; Perchè non è mai stata data alcuna importanza a investire con le finanze pubbliche in questi settori, e a ogni manovra economica la sanità e la ricerca universitaria e l’esercito, venivano penalizzate? Questo interrogativo sarà sicuramente stato fatto ai nostri politici, e le risposte evasive con promesse hanno generato pochi risultati. In altri Stati Europei o Extra Europei una delle manovre più importanti per rifare ripartire il paese da delle crisi economiche di ogni genere è quella di investire sulla Ricerca e Sanità, Scuola, e sul Lavoro. Questo per arrivare poi ad altre misure di protezione e crescita.

Non entro nel merito dei vari ritardi , dalla dichiarazione di allerta generale fatta il 31/1/2020, a quella del contenimento della pandemia, non dichiarata sopratutto dall’OMS, quando dal punto di vista epidemiologico lo era già da settimane. Ora però, occupiamoci nel nostro settore.

L’Odontoiatra era già in prima linea con i pazienti in incubazione e falsi positivi a metà Gennaio, esistevano all’epoca pazienti che avevano sviluppate polmoniti atipiche con febbre alta e secchezza agli occhi (attuali sintomi principali per una positività al Covid 19), segnalate sia dai medici di MG, che dagli odontoiatri, mentre a Wuan (Cina) iniziava il finimondo.

Molti Odontoiatri Italiani si sono ammalati di coronavirus 19, e la stima non è ancora chiara per differenza tra medici e Odontoiatri . Purtroppo alcuni di loro hanno perso questa dura battaglia, e per questo ci stringiamo alle famiglie per il loro dolore. Ora se avete notato l’odontoiatra nella scala di pericolo di contrarre il virus è primo davanti ai medici, per via dell’aerosol delle turbine e siringhe, e della vicinanza che deve tenere l’operatore dal paziente , 15/20 cm a seconda della cura. Ho sentito colleghi che dicevano, si ma se metti la diga non corri pericoli. Ora la diga la devi mettere in tutti i casi che necessitano dell’isolamento del dente, ma il naso del paziente, i suoi capelli o gli indumenti, normalmente non ne venite a contatto lavorando? Il 25 Marzo 20220, sulla rivista online Odontoiatria 33, compare una intervista dove Cimo-Fesmed ed Unidi hanno dei dubbi sugli interventi adottati per i dentisti sull’emergenza dei DPI in questa Pandemia.

In sostanza puntano il dito sulle norme politico economiche del Mercato, nel decentrare la produzione (Asia), nei bassi costi e sull’utilizzo di materiale permeabile. Inoltre i macchinari utilizzati per questo tipo di moda non sono adatti a proteggere l’operatore.

Il Coronavirus è un virus che resiste sulla pelle su tutte le superfici per diverse ore e passa facilmente le nostre mascherine chirurgiche che hanno maglie più larghe a 2 o 3 strati di tessuto-non-tessuto: uno esterno filtrante, uno centrale impermeabile ai liquidi e permeabile all’aria e uno interno, a contatto con la pelle, ipoallergenico. Le mascherine chirurgiche sono monouso e devono essere cambiate dopo circa 4 ore. Non fanno passare particelle (virus, batteri) di diametro di 4,5 micron, alcune di soli 2 micron, il Covid 19 ha un diametro di circa 50-200 nanometri. E’ il 7 (settimo) della famiglia dei coronavirus, e come gli altri presenta quattro proteine ​​strutturali, definite: come proteina ​​S ( spike), E (inviluppo), M (membrana) e N (nucleocapside); la proteina N contiene il genoma dell’ RNA mentre le proteine ​​S, E e M creano insieme l’inviluppo virale. La proteina spike, che è stata analizzata a livello anatomico mediante  microscopia crioelettronica,  ed è quella che permette al virus di attaccarsi alla Membrana di una cellula ospite. Il virus riesca a entrare nelle cellule umane attraverso un recettore ACE 2, come il virus della SARS.( essendo appunto chiamato SARS-CoV-2)

I DPI IN ODONTOIATRIA

L’Odontoiatra dovrebbe sempre o no indossare oltre il suo camice i dispositivi DPI più protettivi e perchè? Siamo esposti oltre a virus influenzali o parainfluenzali, a virus come il CMV (citomegalovirus), EBV Epstein Barr Virus, a batteri, come la tubercolosi (in aumento), Stafilo e Strepto, e Pneumococchi, anche i funghi (Miceti) possono essere trasportati, non necessariamente dal cavo orale. E’ sicuramente scomodo indossarli ma ci proteggono da contagi. Essi si dividono:

DPI classici : La cuffia monouso, o la bandana (una per paziente), il camice monouso di tipo cerato, trasparenti e la mascherina tipo chirurgica, occhiali, guanti in lattice monouso di buona qualità. Copri scarpe.

DPI Difensivi: Cuffia monouso, camice con sopra una tuta nbc con il cappuccio (tipo quella per la SARS o Covid,) mascherina, ffp2, ffp3, occhiali, guanti sterili, calzascarpe.

Ovviamente i secondi dispositivi sono molto consigliati in corso di focolai o pandemie.

MA E’ GIUSTO TENERE LO STUDIO APERTO SOLO PER LE URGENZE ?

Qui va fatta una prefazione, in questa pandemia, tutti i medici dentisti Italiani, non erano protetti verso i positivi e la sua l’incubazione (7/9 giorni circa), e quindi a grave rischio di contagio e di diffondere il virus. Lo Stato dichiarò l’emergenza Nazionale il 31/1/2020, (in Gazzetta il 1/2/2020) e il 25/2 venne eseguito il primo provvedimento della Protezione Civile quindi dopo 25 giorni. Con una Emergenza Sanitaria Nazionale , hai il dovere di avvisare tutti i sanitari del territorio, così fu fatto per l’ epidemia della SARS anni fa, di fornire ai MMG un Kit di Protezione. Qui purtroppo non si è provveduto a fornire dispositivi dpi specifici o a avvisare i liberi professionisti e le strutture private di procurarseli al più presto. Per gli ospedali credo sia stato fatto. Si poteva fare una ordinanza di chiusura di tutti i privati e creare ambienti idonei per le cure dentali come in Cina, con protezioni adeguate per curare i pazienti acuti urgenti. Molti dentisti sono andati avanti con scorte e doppie mascherine chirurgiche. Ma poi dopo i vari decreti e l’aumento di contagio e morte, in pochi giorni l’80/95% ha chiuso gli studi. Molti colleghi hanno deciso di fare il triage telefonico con indicazioni per i farmaci, sulle patologie descritte o inviarli agli ospedali AUSL Odontoiatrici.

Nel decreto non era specificato il tipo di urgenza differibile per i liberi professionisti, in Cina tuti i medici privati hanno avuto l’obbligo di chiudere dal primo giorno.

Quindi l’unica soluzione o consiglio è, per i liberi professionisti di non rischiare e di pensare alle possibili conseguenze, poi io non sono nessuno per dirvi cosa fare.

Si possono indirizzare per le urgenze agli ambulatori Ausl del territorio se dotati di DPI sicuri .

La redazione “Fuori dai Denti”

Ferrari Gino Eugenio

Lascia un commento