LA PROFESSIONE CHE VERRA’

 

Pubblichiamo con piacere l’articolo completo del Dr Tiziano Caprara, buona lettura.

Come sarà il nostro futuro…questo è una domanda che spesso ci poniamo quando pensiamo alla nostra vita personale e lavorativa. Conoscere quali saranno i cambiamenti del mondo lavorativo ci può permettere di fare le scelte giuste e risparmiare un sacco di tempo e di denaro…in definitiva di vivere meglio. Vari esperti hanno cercato di di dare una risposta questa domanda, tuttavia le loro previsioni spesso derivavano da informazioni sbagliate. Mi ricordo ancora nel 2008 quando un esperto Bocconiano ci profetizzò che nel 2018 il 40-60% della spesa odontoiatrica coperta da fondi e il 30-50% delle strutture dovevano essere catene o grossi studi associati. L’esperto motivava questa profezia rifacendosi ai grossi studi legali associati oltreoceano o alle case automobilistiche che si erano unite in strutture più grosse per contenere i costi e aggredire meglio il mercato. Oggi sappiamo che la realtà è molto diversa da quella profetizzata in quanto lo studio monoprofessionale domina il “mercato odontoiatrico” mentre quel relatore non viene più citato se non per la sua superficialità.
Perché l’”esperto” è arrivato ad una conclusione così sballata? Quello che lo ha portato fuori strada sono stati i presupposti che erano completamente sbagliati. Infatti per fare delle previsioni realizzabili su un determinato settore, bisogna prima di tutto viverlo e poi capire quali sono le informazioni che ci possono guidare nella valutazione del futuro. Questi dati vanno poi approfonditi nel tempo, dando loro un significato.
Realizzando da molti anni ricerche e indagini nazionali su pazienti e colleghi, capisco quali possono essere i trend, i flussi del mondo odontoiatrico che possono portare ad un certo sviluppo del futuro. A questi dati vanno aggiunti gli ambiti demografici che solitamente rappresentano il motore dei cambiamenti.

Quali sono le sfide che attendono il dentista del futuro? Come cambierà la sua organizzazione? Quali saranno le esigenze dei pazienti? Quali le problematiche economiche e pensionistiche? Cosa lo preoccuperà e cosa lo renderà soddisfatto? Sarà in salute e tranquillo oppure no?
in definitiva …quanto cambieremo rispetto ad oggi.

Personalmente ritengo che nei prossimi 5-10 aa assisteremo a dei cambiamenti epocali a cui difficilmente abbiamo ancora assistito. Non sarà il cambio dovuto all’utilizzo di una nuova tecnologia o meno, ma un vero stravolgimento strutturale.

Alcune avvisaglie iniziamo a sentirle già oggi. Le scuole di odontoiatria, sempre a numero chiuso causa la pletora persistente, iniziano ad aumentare i posti disponibili. L’area medica in generale (di cui facciamo parte) inizia a invecchiare, diminuendo il numero di operatori disponibili. I grafici della Fnomceo ci danno una indicazione di una realtà demografica in mutamento. Il gruppo di età più rappresentato è infatti quello “oltre i 55-60 anni”, mentre le classi demografiche precedenti non sembrano per il momento raggiungere gli stessi numeri. Questo lo vendiamo già oggi nel momento in cui desideriamo cercar un giovane collaboratore…è ormai merce rara. Spesso si da la colpa alle catene, ma queste non sono in numero tale da assorbire tutti i giovani odontoiatri. Significa che tale classe demografica è purtroppo poco rappresentata.

Queste aspetti (molti dentisti maturi e pochi giovani) porterà a delle facili conseguenze concentrate in pochi anni. Non tutti, ma molti colleghi non vorranno rimanere nel mondo lavorativo, o almeno non vorranno più gestire le complessità di uno studio. Non tutti gli studi troveranno però un degno successore a cui vendere il frutto di una vita lavorativa e quindi alcune attività cesseranno di esistere. Anche per le catene sarà difficile trovare manodopera per aumentare la propria presenza sul territorio.

I pazienti però non sono come le attività, non chiudono quando si stufano di lavorare. Infatti le prospettive di vita sono in aumento e anche lo stato di salute dei pazienti italiani è tra i migliori in Europa. Se abbiamo pazienti con un maggior numero di denti rispetto al passato e più in salute è facile comprendere come le esigenze cambieranno, spostandosi sempre di più verso aspetti preventivi. Anche la mentalità odontoiatrica muterà verso questi aspetti. Infatti in bocche sempre meno edentule (salvo qualche intervento iatrogeno di all in four..) e con una sempre maggiore attenzione verso stili di vita salutari (ormai i giornali sulla salute e sul cibo superano qualsiasi altra pubblicazione) porterà, finalmente,ad una maggiore attenzione su prevenzione mirata e personalizzata. Già adesso vari implantologi e alcune catene iniziano a risentire di un certa riduzione nella richiesta di impianti. Anche varie aziende iniziano a cambiare le linee implantologiche con impianti in zirconia probabilmente valutando una possibile nicchia di mercato nella sostituzione i impianti metallici per eventuali motivazioni che saranno da comprovare.

Si potrà quindi arrivare (salvo interventi esterni) alla strana, e aggiungerei piacevole situazione in cui pochi dentisti dovranno curare molti pazienti. Queste persone saranno per lo più di età avanzata con minori bisogni di terapia, ma maggiore assistenza continua (prevenzione). Purtroppo avranno anche minori possibilità economiche e quindi la prevenzione diventerà una scelta obbligata.

Non è solo questa la sfida che aspetta il dentista del futuro, ma anche quella previdenziale. La Corte dei Conti afferma che l’Enpam avrà “dal 2028 al 2037 un saldo previdenziale temporaneamente negativo” .Questo non riguarda solo il nostro ente, ma anche tutti i fondi di investimento che si troveranno ad affrontare varie richieste di disinvestimento da parte di persone anziane non più in attività lavorative. Per tale motivo sarà importante aver organizzato bene il proprio futuro economico.

Il dentista maturo però non è detto che debba per forza cessare l’attività lavorativa. Esistono molti colleghi che continuano a lavorare anche dopo l’età pensionabile (oggi a 68 anni). Per realizzare questo obiettivo però ci vogliono due cose: una perfetta forma fisica e una serenità mentale.
Per la forma fisica e soprattutto per la vivacità mentale abbiamo uno splendido esempio nel prof. Carlo Guastamacchia. Personalmente penso sia un “alieno” perché non ho mai conosciuto una persona così attiva e “sul pezzo” come lui. A 85 anni presenta una energia che fa invidia a certi trentenni. Chiaramente per arrivare a quei livelli, oltre ad una certa dose di genetica, ci vuole però molta disciplina riguardo alimentazione e attività. Questo stile di vita sarà un obbligo per il dentista che voglia scegliere di continuare lavorare, ma anche per chi deciderà di cedere l’attiva per dedicarsi ad alti ambiti.

Anche la forma mentale sarò fondamentale per l’odontoiatra del futuro. Se vogliamo affrontare tutte le sfide che ci aspettano è fondamentale avere un’ottimo stato mentale. Questo non significa soltanto una mente attiva, ma anche una mente che sia capace di affrontare le varie situazioni senza accessi di emotività. Le preoccupazioni e le paure infatti ci allontanano dai nostri obiettivi e ci fanno fare le scelte sbagliate. Una adeguata preparazione mentale ci può aiutare ad affrontare quello che potrà cambiare il modo di vivere l’odontoiatria.

Siccome il cambiamento sarà grande e repentino, ho realizzato un Corso, dedicato a quei colleghi che vogliono fare le scelte corrette per prepararsi ad un futuro che potrà rappresentare, per chi lo saprà cogliere, una vera Golden Age.

Tiziano Caprara

PER SAPERNE DI PIU’

Ferrari Gino Eugenio

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